Politica

Centro Studi Dino Grammatico aderisce al Comitato dei Costituenti per il NO

Referendum NO

Il «Centro Studi Dino Grammatico» ha aderito al «Comitato dei Costituenti per il NO» (promosso dal «CESI – Centro di studi politici ed iniziative culturali» di Roma), che ha di recente diffuso un «Manifesto» in cui si afferma che una «democrazia compiuta» che attui ed integri le disposizioni e lo spirito della Costituzione Repubblicana non può avvenire mediante le cosiddette “riforme” sottoposte al parere del popolo italiano dall’attuale maggioranza parlamentare (peraltro dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale) che sostiene il governo Renzi, le quali, piuttosto, peggiorano il procedimento legislativo, non riducono i costi reali della politica, compromettono – mediante la parallela approvazione della legge elettorale definita «Italicum» – la sovranità popolare ed indirettamente le libertà democratiche, restringono la partecipazione diretta da parte dei cittadini con le modifiche introdotte alle proposte di legge d’iniziativa popolare ed ai referendum e indeboliscono l’equilibrio tra i poteri costituzionali.

I costituenti del Comitato del NO propongono, invece, che un nuovo governo, a seguito di un apposito incarico dal Presidente della Repubblica e di una specifica delega, indica l’elezione su base proporzionale di un’apposita «Assemblea Costituente» per riformulare la Costituzione alla luce dell’esperienza maturata, della nuova situazione nell’ambito della Comunità Europea, dell’avvio di un funzionamento partecipato delle Istituzioni mediante il coinvolgimento del «Paese reale» al fine di  realizzare una «democrazia compiuta».

Non si tratta, quindi, di una posizione «conservatrice», ma invece della volontà di modificare la Costituzione con il consenso popolare per una migliore partecipazione alla gestione della cosa pubblica da parte dei cittadini.

Il «Centro Studi Dino Grammatico» si propone, pertanto, di collaborare con tutte quelle organizzazioni e comitati che intendono respingere la modifica costituzionale sottoposta al referendum di ottobre, perché pasticciata e pericolosa per gli equilibri istituzionali. Tutto ciò ovviamente senza rinunciare a lavorare per realizzare, al contrario, una nuova Costituzione veramente rappresentativa del popolo italiano. In tal senso la «Giornata Tricolore 2016», che si svolgerà a Custonaci nel prossimo mese di settembre, affronterà i temi della democrazia, della partecipazione e del presidenzialismo».

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