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Contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali, quali differenze?

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Avv. Manuela Pocorobba – Konsumer Trapani

Nel quadro di un regime organizzato di vendita o di prestazione di servizi a distanza, Il codice del consumo definisce «contratto a distanza» qualsiasi contratto concluso tra professionista e consumatore senza la presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore, ovvero mediante l’uso esclusivo di uno o più mezzi di comunicazione a distanza, fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso (art. 50 D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del consumo, a norma dell’art. 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229”).

Orbene, tecniche di comunicazione a distanza sono, in particolare, quelle che comportano l’utilizzo di stampati, lettere circolari, pubblicità a stampa con buoni d’ordine, cataloghi, telefono con o senza l’intervento di un operatore, radio, videotelefono, teletext con tastiera o schermo sensibile al tatto, posta elettronica, fax, televisore, internet, etc.

I «contratti negoziati fuori dai locali commerciali», invece, sono definiti come quei contratti fra professionista e consumatore, aventi a oggetto la fornitura di beni o la prestazione di servizi, conclusi:

  • alla presenza fisica e simultanea del professionista e del consumatore in un luogo diverso dai locali del professionista o per cui – in queste stesse circostanze – sia stata fatta un’offerta da parte del consumatore;
  • nei locali del professionista o mediante qualsiasi mezzo di comunicazione a distanza immediatamente dopo che il consumatore è stato avvicinato personalmente e singolarmente in un luogo diverso dai locali del professionista;
  • durante un viaggio promozionale organizzato dal professionista e avente lo scopo di promuovere/vendere beni o servizi al consumatore.

Ciò premesso, sfuggono, comunque, dall’ambito di applicazione delle disposizioni del Codice del Consumo relative ai contratti a distanza nonché ai contratti negoziati fuori dai locali commerciali alcune tipologie contrattuali, quali, tra le altre: i servizi sociali e di assistenza sanitaria, i giochi d’azzardo, i servizi finanziari, quelli relativi alla creazione di immobili, i pacchetti turistici e le multiproprietà, i servizi di trasporto passeggeri e ogni qualvolta il corrispettivo che il consumatore deve pagare non sia superiore a € 50,00.

Invero, a decorrere dal 13 giugno 2014  il codice del consumo ha subito sostanziali modifiche in materia di contratti a distanza e negoziati fuori dai locali commerciali (artt. da 45 a 67).

Le nuove disposizioni, che hanno, in buona sostanza, la Direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, rispondevano alla fondamentale esigenza di assicurare una migliore tutela del consumatore, nonché alla necessità di offrire ai soggetti che operano a livello transfrontaliero la possibilità di utilizzare i medesimi documenti informativi e contratti standard, con una conseguente semplificazione e maggiore economicità delle vendite B2C nel mercato interno.

Vediamo, in concreto, quali sono le principali novità introdotte a favore dei consumatori in tema di contratti a distanza e di contratti negoziati fuori dai locali commerciali:

  • maggiore informativa pre-contrattuale: il professionista/venditore è tenuto a fornire, in “maniera chiara e comprensibile”, un elenco di informazioni molto dettagliate al consumatore che va dai propri dati e riferimenti alle caratteristiche dei beni, dalle modalità di pagamento alle informazioni sulla garanzia, ecc.;
  • il diritto di recesso: sale a 14 giorni il termine per “ripensare” all’acquisto effettuato e decidere di recedere dal contratto; peraltro, al fine di facilitarne l’esercizio da parte del consumatore, è stato predisposto un modulo tipo, allegato al codice del consumo;
  • stop alle caselle preselezionate sui siti: Non sarà più possibile per i venditori marcare automaticamente le caselle per vendere altri servizi accessori ai consumatori che stanno effettuando un acquisto online;
  • stop all’addebito ai consumatori di tariffe per l’utilizzo di strumenti di pagamento;
  • possibilità di esercitare il diritto di recesso anche se il consumatore ha danneggiato il bene acquistato. In tal caso però al consumatore non sarà riconosciuto l’importo complessivo della spesa sostenuta poiché sarà ritenuto responsabile della “diminuzione del valore del bene custodito non con la dovuta diligenza”. Si tratta di una novità molto interessante poiché permette ugualmente l’esercizio del recesso, cosa precedentemente preclusa in analoghe condizioni;
  • stop alle attivazioni telefoniche non richieste: il contratto telefonico è valido solo se dopo la telefonata (verbal order) il consumatore riceve il contratto cartaceo che dovrà firmare perché si possa considerare concluso a tutti gli effetti. Secondo la nuova norma il professionista deve confermare l’offerta avanzata al consumatore che, per accettarla, dovrà firmarla, anche mediante firma elettronica. Se viene venduto un servizio, lo stesso non può essere erogato (inclusa la fornitura di acqua, elettricità, gas e teleriscaldamento) nei 14 giorni previsti per esercitare il diritto di ripensamento, tranne che non sia il consumatore a farne esplicita richiesta;
  • maggiore trasparenza del costo totale del bene/servizio acquistato : il prezzo totale del bene o servizio in offerta, dovrà essere chiaro al consumatore, che non sarà tenuto al pagamento di eventuali costi non specificati prima;
  • in caso di recesso, il rimborso è, infine, più veloce : il consumatore dovrà ricevere la restituzione della somma corrisposta entro i 14 giorni successivi l’esercizio del diritto di recesso (ripensamento), utilizzando lo stesso strumento di pagamento utilizzato per l’acquisto online.

                                                                                                          Avv. Manuela Pocorobba

                                                                                                                  Konsumer Trapani

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