Politica

Crisi aeroportuale di Birgi, Tranchida: occorre cambiare verso

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Lo scorso 7 Ottobre, presso il Seminario Vescovile di via Cosenza, la seduta consiliare straordinaria e aperta, presieduta da Giacomo Tranchida, sulla crisi aeroportuale di Birgi (Ryanair: taglio 60% tratte invernali e mancata programmazione stagione 2018). Presenti, fra gli altri il Presidente Giudice di Airgest che ha illustrato la vicenda.

L’aggiornamento della situazione e le criticità, allo stato:

1) non ancora esperita da Airgest la gara per la ricerca di nuovi vettori/tratte, per i seguenti motivi:

A) mancato decreto regionale assegnazione somme comarketing triennale (in favore di Airgest) per € 13.000.000;
B) incertezze dall’ex Provincia Trapani per l’assegnazione di 2.500.000€ ex contributo regionale ;
C) morosità di alcuni Comuni per oltre 750.000€ sul pregresso comarketing;

D) incertezze rinnovo triennale prossimo comarketing triennale (oltre 6.000.000€) da parte di alcuni Comuni (come ribadito dalla Sindaco Toscano, Erice invece ha puntualmente onorato il pregresso contratto e previsto nel bilancio triennale già approvato dal Consiglio comunale circa 450,00€ per il prossimo triennio).

Dopo diversi interventi, una proposta di sintesi (ri)lanciata da Tranchida:

  -> invito ad Airgest a bruciare i tempi ed a tenere comunque l’avviso di gara con espressa riserva sulla dotazione finanziaria in corso di assestamento;

  -> privilegiare le offerte dei vettori che propongano, oltre le utili tratte nazionali sopratutto tratte europee da paesi con maggior ricchezza socio-economica PIL;
  -> puntare su vettori che garantiscano le prenotazioni alberghiere anche sui loro portali, in modo tale da contenere il costo medio del 15% oggi operato da Booking ed altri in capo alle strutture ricettive trapanesi. In seno a tali “prenotazioni” anche un ritorno per gli stessi vettori con il vincolo di potenziamento flusso passeggeri e tratte;
  -> ricercare intese con l’aeroporto di Palermo, per evitare di farsi la guerra, e invece fare sistema sulle tratte e poter vendere anche sullo scalo di Palermo la destinazione Trapani sui mercati d’oltreoceano, appunto collegati dall’aeroporto palermitano;
   -> sollecito espresso ai Comuni che ancor oggi in fase di bilancio triennale (anche in conseguenza dei ritardi della Regione nell’assegnazione dei fondi ex LR 1/79) si trovano in difficoltà nel rinnovare la loro pregressa adesione.
“Non v’è dubbio che occorra cambiare verso, il governo della Regione che verrà deve pianificare con i vettori una strategia di sistema – conclude i lavori del Consiglio Tranchida – atteso che detiene nell’isola ben sei scali aeroportuali e puntare anche sulla necessaria destagionalizzazione”

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