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Il Vescovo inaugura la cappella del nuovo padiglione del carcere di Trapani

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Gli auguri del vescovo ai detenuti: che in questa Pasqua possiate sperimentare la bellezza di essere uomini

La cappella attrezzata grazie ad alcune donazioni. Il direttore del carcere: “Il buon funzionamento della struttura grazie alla tanta buona volontà di chi vi lavora”

 

Inaugurata la cappella nel nuovo padiglione “Adriatico” della Casa Circondariale di Trapani. La benedizione ieri nel corso della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli alla presenza di un gruppo di detenuti, del direttore del Carcere Renato Persico, del comandante della polizia penitenziaria Giuseppe Romano, del responsabile dell’area educativa Antonino Vanella.

Nella sua riflessione il vescovo ha toccato un argomento aspro e complesso, soffermandosi a parlare di quella guerra contro se stessi che inizia quando il cammino della vita si fa insopportabile fino al suicidio. “Eppure anche nel deserto delle angosce che la vita sembra farci attraversare, la vita vale sempre la pena di essere vissuta. Per fare bene il viaggio, anche nel deserto delle situazioni che attraversiamo – ha detto mons. Fragnelli – sono necessarie tre tappe. La prima è conoscersi dentro e conoscersi bene sapendo che ciò che conta non è ciò che pensiamo di possedere o il denaro, ma la nostra maturità personale; la seconda tappa è essere consapevoli che bisogna camminare insieme con gli altri e non da soli per non smarrirsi facendo attenzione alla compagnia che si sceglie nel viaggio della vita; la terza tappa di questo percorso interiore è: darsi una meta, cioè dare un senso alla nostra vita donandola per gli altri. Possiamo donare la vita generando dei figli e accompagnandoli, ma possiamo donare la vita – ha continuato –  anche prendendosi cura di una causa di bene, di giustizia, di solidarietà senza calpestare i diritti e i valori degli altri.  Auguri a voi e alle vostre famiglie – ha concluso il vescovo – che in questa Pasqua possiate sperimentare la bellezza di essere uomini”

Un augurio che è stato ricambiato da uno dei detenuti, Alberto Garofalo, che ha rivolto gli auguri a tutti i presenti, auguri di prosperità e di legalità.

Il vescovo ha anche annunciato che la settimana prossima, attraverso il referente per il carcere il diacono Nuccio Marino, farà arrivare nella Casa Circondariale , per tutte le celle, dei rami d’ulivo benedetti la domenica delle palme come segno di pace. I rametti saranno accompagnati da messaggi di auguri per i detenuti che saranno scritti sabato pomeriggio dai giovani della Diocesi che si ritroveranno ad Alcamo per vivere la loro Giornata della Gioventù diocesana.

Infine il saluto del direttore Renato Persico che ha ringraziato per l’impegno profuso nel destinare in tempi brevi il nuovo padiglione grazie ai fondi della Regione ma anche dell’Amministrazione Penitenziaria. Il nuovo padiglione accoglie in maniera più confortevole i detenuti: 200 posti con celle più ampie con il bagno e la doccia, il campo di calcetto, le aule scolastiche, l’orto-laboratorio, il  tavolo di ping-pong, il biliardino, i televisori per le aree comuni “Questo è un punto di partenza, resta ancora molto da fare. Tra poco attrezzeremo anche le palestre. Dietro al funzionamento, assai complesso, di una struttura di detenzione per 500 persone c’è tanta buona volontà di tutti coloro che la abitano e vi lavorano”.

Prima dei saluti finali è intervenuta anche Giulia Maltese presidente del Rotaract club di Trapani-Erice che ha donato i messali e il Lezionario per le liturgie della nuova cappella.

Il vescovo ha donato il calice, la patena e la tovaglia per l’altare; le parrocchie del Sacro Cuore di Trapani e San Giuseppe di Marausa e Palma le casule e le ampolle per la messa; la rettoria di San Francesco di Paola la moquette.

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