Politica

Impianto biometano Calatafimi-Segesta, deputati M5S fanno esposto

“In merito alla questione relativa ai presunti impianti per la produzione di biometano in C.da Gallitello (TP) e a Francofonte (SR), in realtà, come abbiamo documentato, si tratta di impianto di incenerimento mediante la produzione di singas nei comuni di Calatafimi – Segesta (TP) e di Francofonte (SR). Per questa ragione,  abbiamo presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Palermo affinché si disponga degli opportuni accertamenti in merito al rispetto delle procedure di legge. A nostro avviso emergono violazioni in merito alla pubblicizzazione e quindi alla trasparenza della richiesta dell’ A.I.A (Autorizzazione Integrata Ambientale) presentata dalla ditta Solgesta S.r.l.  alla Regione Siciliana”.


A dichiararlo è la deputata regionale M5S Valentina Palmeri che ha in queste ore depositato un esposto a firma anche dei colleghi del gruppo parlamentare M5S all’Ars i Giampiero Trizzino, Stefano Zito e Sergio Tancredi in merito alla  “mancata pubblicazione dei documenti a supporto della domanda di A.I.A, degli impianti in questione”.


“La procedura seguita dal Dipartimento Energia della Regione Siciliana – spiega Palmeri – è in contrasto con la disciplina IPPC (integrated pollution prevention and control) che, disciplinata dalla direttiva europea (recepita dalla normativa italiana), prevede l’informazione ai cittadini e la loro partecipazione nei processi decisionali che coinvolgono il loro territorio al fine di interfacciarsi con le amministrazioni e i gestori degli impianti”.


“Vogliamo ribadire con forza – sottolinea la deputata alcamese – che questo impianto non è ad “emissioni zero” per come è stato “pubblicizzato” e “sponsorizzato”, vogliamo partecipare al processo di decisione ed invitiamo i cittadini a costituirsi in comitato permanente per seguire gli sviluppi e contrastare una scelta priva, financo, della previsione del Piano Rifiuti, perché vogliamo misurare l’impatto produttivo sulle matrici ambientali aria, suolo, acqua. Le alternative a questa strategia inceneritorista esistono, ed è per questo che continueremo a batterci  per la realizzazione degli impianti necessari ad accrescere la raccolta differenziata, l’unica strada percorribile in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti in Sicilia, far crescere attività produttive di filiera e di minimizzare l’impatto ambientale, al contrario degli inceneritori che distruggono in cenere i rifiuti e con essi posti di lavoro e imprese, inquinando l’aria, il suolo,  i corpi idrici e avvelenando – conclude Valentina Palmeri – i prodotti agricoli e derivati”.

 

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