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La nuova Bolletta 2.0, la riforma delle tariffe elettriche

bolletta2.0
Avv. Patrizia Meloni - Konsumer Trapani

Avv. Patrizia Meloni – Konsumer Trapani

Dal 01 gennaio 2016 è divenuta operativa la c.d. Bolletta 2.0, la nuova fatturazione del servizio elettrico per i clienti domestici – approvata dall’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, Gas e Sistema Idrico (AEEG) – che costituisce il primo passo verso la trasformazione definitiva del Mercato Energetico.

Il fine della riforma, unitamente a quello di uniformare l’Italia agli altri Paesi europei, prevede un graduale superamento dell’attuale struttura progressiva sia delle tariffe di rete che per gli oneri generali di sistema, ovvero con un costo unitario del Kwh che cresce per scaglioni all’aumentare dei prelievi.

In altre parole, col sistema in vigore fino al dicembre 2015 chi consumava più kwh pagava di più: suo scopo è, quindi, quello di semplificare la fatturazione del servizio di erogazione, adeguando, razionalizzando e semplificando le informazioni contenute in bolletta.

Invero, rispetto alla precedente bolletta nella nuova fattura denominata 2.0 si riportano le seguenti voci:”SPESA PER LA MATERIA ENERGIA” (voce comprendente i costi dei servizi di vendita) , “SPESA PER IL TRASPORTO E LA GESTIONE DEL CONTATORE” (voce comprendente i servizi di rete), “ RICALCOLI”(solo se presenti riportano eventuali conguagli in addebito o in accredito), “ALTRE PARTITE” (solo se presenti sono gli eventuali rimborsi in caso ad es. di doppia fatturazione).

Tanto premesso, chi vorrà approfondire le diverse voci in bolletta dovrà chiedere al proprio fornitore gli elementi di dettaglio posto che nella nuova bolletta 2.0 non sono più riportate.

Secondo l’Autorità Garante per l’Energia Elettrica, al termine del processo di riforma che durerà circa tre anni, dal 01/01/2016 al 01/01/2018, le tariffe di rete (ovvero i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffe per gli oneri di sistema (ovvero i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico) – in totale oltre il 40% della nostra bolletta – saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo.

Ebbene, secondo la citata Autorità, se, da un lato, questa riforma farà pagare in modo equo per i servizi che si utilizzano, dall’altro la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un meno, con la conseguenza che, adesso, l’utente si troverà a pagare l’esatto corrispettivo per il servizio di cui usufruisce, non più agevolato ma congruente ai costi.

Si precisa, inoltre, come la riforma entrerà in vigore in modo progressivo, con il fine di arrivare ad una adozione completa a partire dal 2018.

In particolare:

  • Dall’1 gennaio 2016 la progressività viene smorzata a livello di costi dei servizi di rete attraverso un primo intervento; viene, inoltre, avviata la comunicazione relativa ai valori di potenza massima prelevata in favore di una maggior trasparenza e ciò al fine di garantire, ad ognuno, la possibilità di scegliere il proprio livello ottimale;

  • Dall’1 gennaio 2017 «vi sarà la piena applicazione della tariffa non progressiva per i servizi di rete e verrà effettuato il primo intervento anche sulla tariffa per gli oneri di sistema, così da diminuire l’effetto di progressività e limitare a 2 il numero di scaglioni di consumo annuo»; i consumatori potranno, per l’effetto, iniziare a scegliere il profilo ritenuto migliore, agendo sull’impegno di potenza dopo aver potuto monitorato le proprie abitudini di consumo per un intero anno;

  • Dal 1 gennaio 2018 la riforma sarà del tutto a regime, eliminando, in toto, il piano per le tariffazioni progressive e adottando in pieno il nuovo meccanismo suggerito dall’UE e messo in atto in Italia attraverso l’apposita riforma.

Con detta riforma, il legislatore ha inteso promuovere, tra i vari obbiettivi, la c.d. “elettrificazione dei consumi”, favorendo l’installazione di apparecchiature efficienti come ad es. pompe di calore, auto elettriche o piastre ad induzione, oggi ostacolate da elevati costi di impiego dovute alla progressività della tariffa.

Con la nuova tariffazione si vogliono incentivare i consumi elettrici rispetto a quelli del gas, in quanto l’Italia è fra i primi posti in Europa come produttore di energia elettrica soprattutto delle rinnovabili.

Altra novità 2016 riguarda il Libero Mercato: dal 2018, nonostante l’opposizione di diverse associazioni dei consumatori, tutti gli utenti saranno costretti ad abbandonare il Mercato TUTELATO in favore di quello Concorrenziale.

Per maggiore chiarezza espositiva, occorre ricordare che nel Mercato a Maggior Tutela le tariffe sono trimestralmente stabilite dal Garante per l’energia elettrica ed il Gas (pertanto i prezzi sono calmierati), mentre nel Mercato Libero una quota di prezzo dell’energia viene stabilita in modo concorrenziale dai fornitori.

I costi di rete (ovvero i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) verranno spostati sulla parte fissa, o meglio i costi verranno pagati per punto di prelievo e per potenza impegnata anziché per kwh consumato.

A riforma ultimata, quindi, coloro che effettueranno un consumo inferiore a 2.700 kwh annui finiranno per pagare il 30% in più.

Prima della riforma tutte le utenze domestiche per il settore luce erano regolate con tariffa progressiva (D2) che, fino a 2.700 kwh annui, prevedeva una tariffazione agevolata.

Ad esempio un utente con consumi molto bassi, di circa 900 kwh annui, a riforma completata pagherà circa 117,00 €. in più rispetto a colui che, attualmente, riceva una bolletta di 260 €./annui, mentre un utente con consumi alti, 6000kwh l’anno, risparmierà quasi 600 €. su una bolletta di circa 1.500 €. (variazioni che, nella realtà, includendo IVA e accise qui non considerate, saranno amplificate).

È auspicabile che, nel tempo, ulteriori migliorie vengano apportate a perfezionamento della suddetta riforma.

Avv. Patrizia Meloni

Konsumer Trapani

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