Gustovagando

Nasce il formaggio al “caglio vegetale”. Ecco cos’è…

formaggio-caglio-vegetale

Sicilformaggi caseificio di Santa Ninfa, cerca di anticipare i tempi e di percorrere la strada dei prodotti vegetali. Un tendenza questa che coinvolge a livello nazionale un pubblico sempre più vasto, con un forte incremento dei consumi spinto da diverse motivazioni: attenzione alla salute e scelta consapevole.

Nasce così “il formaggio al caglio vegetale”, una preziosa specialità, alternativa a quella classica di tipo animale, ottenuta facendo macerare i petali e i pistilli del cardo selvatico, è neutro e conferisce caratteristiche particolari al latte. Il risultato è un formaggio molto saporito e dalla consistenza morbida e appetitosa, completamente naturale, dal gusto fresco di latte che si sposa bene come antipasto, per accompagnare insalate o secondi piatti. In realtà l’impiego del caglio vegetale, che pare fosse piuttosto comune in montagna, era giustificato da motivi prettamente economici ma l’esperienza dimostrò come fosse possibile ottenere formaggi particolarmente delicati e cremosi e per questo ancora più piacevoli. Anticamente i Romani utilizzavano, prima ancora del caglio, sostanze vegetali che avevano funzioni coagulanti.

Nella nostra regione il latte di pecora è cagliato con coagulante vegetale estratto dal fiore del cardo selvatico. Con questo coagulante si produce il pecorino. Oggi, i caseifici stanno tornando a lavorare con coagulante vegetale autoctono che permette di trasformare il latte come lo si faceva un tempo e Sicilformaggi in questo modo abbraccia la tradizione restando pur sempre un caseificio al passo coi tempi. Un formaggio quindi “sostenibile” ed “ecoattento” che trasmette l’impegno concreto da parte di Sicilformaggi in questo settore. Una sfida questa, da veicolare anche attraverso comunicazioni “in store” e sui social. Il formaggio al caglio vegetale si può trovare in forme cilindriche da 500g nei migliori supermercati della Sicilia, in modo capillare nelle province di Trapani, Palermo ed Agrigento.

Condividi l'articolo
In alto