Politica

Tranchida: l’acqua è vita…e quella di Crocetta fa fare malavita!

montescuro-inaugurazione
Leggiamo di seguito le dichiarazioni stampa del Sindaco di Erice Giacomo Tranchida:
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I cittadini ericini e non solo, non hanno ancora dimenticato delle numerose interruzioni del servizio di fornitura, di già scarso al tempo, causate dai malfunzionamenti e insufficiente manutenzione dell’impianto di dissalazione della Regione sito in c.da Nubia (Paceco); impianto che fino al 2014 serviva esclusivamente l’hinterland dell’agro ericino.  Il Dissalatore, di vecchia generazione ed obsoleto di suo, di proprietà regionale, è stato gestito in questi anni da SICILIACQUE Spa, società partecipata dalla stessa Regione, sovente impossibilitata dai ritardi con i quali la Regione finanziava le straordinarietà d’intervento ..quasi quotidiane! 
 
  -> EAS:  Ente Acquedotti Siciliano, di proprietà regionale, in liquidazione. La rete idrica del Comune di Erice viene gestita da EAS, ormai in liquidazione dal febbraio 2004. Da allora i Comuni, Erice compreso, in via sostitutiva o con ditte esterne o tramite proprio personale, effettuano i numerosi e costosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla stessa rete idrica. Fondi e per milioni di euro che la Regione deve ancora rimborsare al comune di Erice come ad altri 13 comuni del trapanese.
 

Dal settembre 2014, l’impianto di dissalazione è andato in dismissione essendoci quale fonte di approvvigionamento il nuovo sollecitato acquedotto di Montescuro Ovest. Frequenti sono stati i fenomeni di acqua gialla/rossa che negli anni in particolare tra il 2011 e il 2014, usciva dai rubinetti delle abitazioni dei cittadini ericini che portava a frequenti lamentele nei confronti dell’incolpevole amministrazione comunale, non fosse anche per i danni che la stessa ha causato alle tubazioni domestiche e agli elettrodomestici di uso quotidiano. 

E proprio rispetto a tanto, a seguito di ennesima azione giudiziaria intrapresa dalla mia Giunta, il CTU nominato dal Presidente del Tribunale di Trapani nella propria relazione depositata nell’ambito di un procedimento giudiziario per accertamento tecnico preventivo ha messo il punto (!) evidenziando in maniera inconfutabile che:  “l’acqua dissalata, proprio per la sua origine e per i processi di termocompressione cui è sottoposta in impianti quali quello di Nubia, presenta caratteristiche qualitative non certo paragonabili alle acque provenienti da fonti convenzionali, essendo certamente più aggressiva sia per gli impianti di produzione che per le infrastrutture di trasporto; infine con riguardo alla rete idrica, “non v’è dubbio  che la qualità dell’acqua dissalata di Nubia possa essere stata la causa primaria della corrosione della rete idrica, sebbene in concorso con altre concause secondarie che concorrono” .

Come si ricorderà, peraltro è sempre a seguito di azione intentata dalla mia amministrazione per il tramite della Protezione Civile regionale, il sistema idro-potabile del territorio Ericino era stato dichiarato carente e precario dalla Giunta regionale di Governo che con deliberazioni nn° 134 e 135 del 23.04.2008 aveva acclarato lo “stato di calamità”. L’allora Capo del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale, Dott.Guido Bertolaso, con nota DPC/CG/0035021 del 24.05.2008 indirizzata al Presidente della Regione Sicilia, specificava che “è compito della Regione Sicilia di provvedere a fronteggiare il contesto critico in rassegna utilizzando gli strumenti previsti dalla normativa ordinaria e, se del caso, attivando le risorse disponibili sul Fondo regionale di protezione Civile istituito proprio per finanziare gli interventi diretti a fronteggiare eventi di cui al comma 1, lettera b) legge 225/1992;

Nonostante i diversi solleciti e i progetti presentati presso gli Uffici regionali competenti, ad oggi la Regione è stata inottemperante e il risultato è sotto gli occhi di tutti: cedimenti strutturali della rete idrica che negli ultimi anni hanno causato l’inquinamento delle acque nella zona di Casa Santa Raganzile, su tutti.Tale immobilismo ha portato la determinazione di questa A.C., di procedere giudizialmente dinanzi al competente Tribunale regionale delle acque a  chiedere quale forma di risarcimento per i danni causati dalla dissalata, il rifacimento della rete idrica comunale a carico della stessa Regione. In autunno è attesa la sentenza definitiva che non potrà non vedere condannata la Regione al risarcimento / rifacimento del sistema idrico distributivo. 

Ed ancora, sui canoni fognari e depurativi infine, abbiamo di recente conseguito un riconoscimento di crediti pari a circa 1 milione di euro di somme che EAS ha incassato con il pagamento delle bollette da parte dei cittadini ma che, pur essendo obbligata per legge, non ha mai riversato alla casse comunali, causando un evidente danno per le stesse in danno dei cittadini contribuenti. Cittadini per altro vessati, sovente da bollette /eccedenze farlocche, per non dir fasulle.

Quanto sopra, in sintesi, il merito del mio intervento ieri, nel richiamare l’attenzione del governo nazionale in via sostitutiva dell’inerte e distratto governo Crocetta. L’attenzione prestata dal referente del Ministro del governo Gentiloni, lascia ben sperare …

 Non è una rivendicazione solo ericina, ribadisco, il problema riguarda ben 14 comuni solo nella nostra provincia. Un esempio per tutti: San Vito Lo Capo è privata financo di alimentazione idrica. 

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